Parte 2: Renata accennò a un debole sorriso beffardo.
«Non fate scenate. Stavamo andando all’aeroporto.»
«L’aeroporto è nella direzione opposta.»
Il silenzio riempì la stanza. Nessuno aveva più bisogno di dare spiegazioni.
«Bene», sbottò Renata. «Ci hai visti. Fai sempre la vittima perfetta. Silenziosa, fredda, intoccabile. È estenuante.»
Ma Elisa non reagì come si aspettavano. Qualcosa dentro di lei non si spezzò, si placò.
Una calma, una lucidità incrollabile prese il posto di tutto il resto. Per anni aveva ascoltato commenti del genere. Renata che la definiva fredda. Gael che minimizzava. Sua madre, Leonor, che si chiedeva perché Elisa lavorasse così tanto invece di essere più dolce, più simile a una “vera moglie”.
Tutti credevano che fosse stato Gael a costruire la loro vita. Ma non era così. Elisa aveva pagato tutto: l’appartamento, la clinica, l’immagine che mostravano con orgoglio al mondo. Vivevano semplicemente in una realtà che lei aveva creato, senza mai chiedersi da dove provenisse. 👇