Sabato pomeriggio arrivai con un abito di seta color crema e un’espressione impassibile. La tenuta di Vale era esattamente come la ricordavo: troppo marmo, rose perfette e servitori che si muovevano silenziosamente sullo sfondo. Il prato scintillava di denaro. I bambini urlavano vicino a un mago. Gli adulti bevevano vino costoso e si scambiavano pettegolezzi di poco conto.
Marcus mi vide per primo. Il suo sorriso si allargò. Sembrava più vecchio, ma non più saggio, ancora affascinante con quell’aria vissuta tipica degli uomini che confondono la crudeltà con il potere. Serena gli stava accanto in raso rosa, una mano sulla spalla del figlio, l’altra appoggiata in modo possessivo sul braccio di Marcus.
“Claire”, chiamò Marcus, con voce liscia come un coltello. “Sei venuta.”
“Sono stata invitata.”
Serena mi baciò l’aria vicino alla guancia.
“Che coraggio.”
Marcus si avvicinò abbastanza da permettermi di sentire il suo profumo.
“Non fare scenate.”
Sorrisi.
“Non avevo intenzione di farle.”
I suoi occhi guizzarono. Si aspettava lacrime, mani tremanti, una donna ferita che cadeva nella trappola pur amando ancora il cacciatore. Ma aveva dimenticato qualcosa di importante. Io avevo imparato da lui. E non ero venuta da sola. DITE SÌ SE VOLETE LEGGERE LA STORIA COMPLETA 👇👇👇