Volevo urlare. Volevo piangere.
Invece, mi sono controllata. Ho chiuso la scatola e ho detto a bassa voce: “Grazie”.
Poi i miei genitori si sono avvicinati a noi.
Erano persone semplici e tranquille, il tipo di persone che non litigavano mai in pubblico. Mia madre teneva in mano una scatola rossa legata con un nastro.
“Tesoro, questo è da parte nostra. Non te l’avevo detto prima…” disse mia madre nervosamente.
Mio padre le diede una leggera gomitata, come per cercare di calmarla.
Ho aperto la scatola e sono rimasto paralizzato.
“Mamma… papà… cosa… da dove viene tutto questo?”
Non ebbi nemmeno il tempo di capire cosa stessi vedendo che mia suocera, contorta dalla curiosità e dalla rabbia, balzò in piedi, mi strappò la scatola di mano e ci spinse la faccia contro.
E quando vide cosa c’era dentro, esplose.
«Era un tuo diritto!» urlò, rivolgendosi ai miei genitori.