“Ciao Pietro, te l’avevo promesso e l’ho fatto”. 7 anni di lavoro e 20 di vita

Il documentario si intitola Mustang ed è diretto dalla stessa Kasia Smutniak. Il progetto nasce dal viaggio compiuto nel 2003 insieme a Pietro Taricone nella remota regione del Mustang, in Nepal, un’esperienza che segnò profondamente la loro storia d’amore e che oggi viene ripercorsa attraverso immagini girate allora e la voce della figlia Sophie, oggi ventiduenne.

Presentando il film sui social, l’attrice ha scritto: «Ci ho messo tanto, ma ancora adesso mi sembra troppo presto. Sette anni di lavoro, oltre venti di vita. Qui dentro c’è tutto quello che volevo che fosse questo film». Parole che raccontano quanto questo documentario rappresenti un viaggio personale, costruito con grande dedizione e destinato a custodire una parte importante della sua storia.

Nel lungometraggio trovano spazio anche le immagini di Pietro Taricone, protagonista di quei filmati girati oltre vent’anni fa. L’ex concorrente del Grande Fratello perse la vita nel giugno 2010 in seguito a un incidente durante un lancio con il paracadute. Kasia lo ha ricordato più volte spiegando di conservare il ricordo del suo sorriso e della serenità che mostrava pochi istanti prima del decollo.

Dopo quella scomparsa, l’attrice ha deciso di mantenere una promessa fatta proprio durante quel viaggio. È tornata più volte in Mustang, fondando la Pietro Taricone Onlus e contribuendo alla realizzazione della Ghami Solar School, inaugurata nel 2015 per offrire ai bambini della regione la possibilità di studiare senza allontanarsi dalle proprie famiglie e dalla loro terra.

Con Mustang, Kasia Smutniak chiude idealmente un cerchio iniziato oltre vent’anni fa. Il documentario non racconta soltanto un viaggio o una storia d’amore, ma testimonia come un’esperienza condivisa possa trasformarsi in un impegno concreto, capace di lasciare un’eredità che continua ancora oggi attraverso la memoria, la solidarietà e le promesse mantenute.