Assegno unico 2026, cambia tutto: da quando valgono le nuove regole e chi potrà fare domanda

Assegno unico 2026, cambia tutto: da quando valgono le nuove regole e chi potrà fare domanda (2 / 2)

Il nuovo quadro normativo sull’Assegno unico universale porta con sé modifiche che interessano migliaia di famiglie. Le indicazioni arrivate dall’Inps,  sul suo sito ufficiale,  chiariscono alcuni aspetti rimasti finora esclusi dalla precedente disciplina.

A portata di clic, è possibile osservare un cambiamento radicale ma in meglio o in peggio? Gli italiani sono desiderosi di scoprire se la nuova normativa sia a loro vantaggio o, al contrario,  controproducente.

Trattandosi di un sospiro di sollievo erogato a molti nuclei familiari,  l’apprensione cresce e il nostro Istituto  Nazionale di  Previdenza  Sociale è pronto a dirci  da quando valgono le nuove regole e chi potrà fare domanda.  

La novità più significativa riguarda situazioni particolari che coinvolgono nuclei familiari con legami oltre i confini nazionali. Una modifica destinata a cambiare l’accesso al beneficio per alcune categorie. Il provvedimento nasce dall’esigenza di adeguare le regole italiane ai principi europei sulla mobilità dei lavoratori e sul coordinamento delle prestazioni familiari. Secondo quanto comunicato dall’Inps nel messaggio del 24 luglio,  dunque solo da pochissimi giorni,  per chi se lo fosse perso,  l’Assegno unico potrà essere riconosciuto anche per i figli fiscalmente a carico residenti in un altro Stato dell’Unione europea. In precedenza il beneficio era collegato ai figli presenti nel nucleo familiare ai fini Isee e residenti in Italia. L’importo continuerà comunque a dipendere dalla situazione economica certificata dall’Isee.

Le nuove disposizioni interessano anche i lavoratori non residenti che operano in Italia e risultano iscritti alla previdenza nazionale. Potranno ricevere la prestazione per il periodo effettivo di attività lavorativa nel nostro Paese, presentando una domanda per ogni periodo interessato e rinnovandola annualmente.Restano invece confermate le condizioni principali per le famiglie residenti: l’assegno spetta per i figli minorenni, per i maggiorenni fino ai 21 anni quando rispettano i requisiti previsti dalla legge e senza limiti di età per i figli con disabilità.Per il richiedente continuano a valere gli stessi criteri: cittadinanza italiana, europea o possesso dei requisiti previsti per i cittadini extra Ue, oltre alla tassazione in Italia e alla residenza, domicilio o attività lavorativa nel Paese. Le modifiche derivano dall’articolo 7-bis del decreto-legge n. 19 del 2026, inserito durante la conversione del decreto Pnrr.