Farmaci come la gentamicina o l’amikacina, pur essendo efficaci contro le infezioni gravi, possono causare nefrotossicità, danneggiando i nefroni che filtrano il sangue e producono urina. Il loro utilizzo richiede una stretta supervisione medica.
5. Litio per il disturbo bipolare
Il trattamento a lungo termine con litio può causare insufficienza renale e diabete insipido nefrogenico. Pertanto, i pazienti che assumono litio dovrebbero sottoporsi a regolari controlli con nefrologi e psichiatri.
6. Diuretici
Sebbene siano utili per trattare l’ipertensione e la ritenzione idrica, i diuretici aumentano il carico di lavoro dei reni, il che può causare disidratazione, squilibrio elettrolitico e, nel tempo, insufficienza renale.
7. Farmaci per la pressione sanguigna
Alcuni inibitori del sistema renina-angiotensina (RAS) possono influire sulla funzionalità renale nel tempo. Nonostante questi riscontri, non dovrebbero essere interrotti senza il parere del medico, poiché sono essenziali per il controllo dell’ipertensione.

La salute dei reni viene spesso trascurata fino alla comparsa dei primi sintomi gravi. Oltre 800 milioni di persone in tutto il mondo soffrono di malattia renale cronica, spesso asintomatica fino a quando un esame delle urine non rivela la presenza di albumina, una proteina che indica un danno renale. Tra i fattori che influenzano maggiormente questo deterioramento vi è l’uso eccessivo o improprio di alcuni farmaci.
Di seguito, elenchiamo alcuni dei farmaci più comuni che, se non usati correttamente, possono influenzare la funzionalità renale.
1. Omeprazolo e altri inibitori della pompa protonica (IPP)
L’omeprazolo è indicato per il trattamento del reflusso, del bruciore di stomaco e delle ulcere. Tuttavia, l’uso prolungato senza supervisione medica può causare danno renale acuto o malattia renale cronica. È fondamentale che l’uso sia valutato da uno specialista ed evitare l’automedicazione.
In alternativa: gli antagonisti dei recettori H2, come la famotidina o la ranitidina, sono generalmente più sicuri per chi non presenta danni renali preesistenti.
2. Ibuprofene e altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS)
Questo popolare antidolorifico può ridurre il flusso sanguigno ai reni e causare danni renali acuti, soprattutto negli anziani o nelle persone con malattie renali preesistenti. Il rischio aumenta con l’uso prolungato o con dosi elevate.
Raccomandazione: non assumere il prodotto per più di 10 giorni consecutivi senza controllo medico.