La prima cosa che ricordo dopo aver visto il suo viso è il suono del mio battito cardiaco.
Lieve. Irregolare. Distante, come se appartenesse a qualcun altro.
L’uomo sulla corda si inginocchiò accanto a me come se la tempesta, il vento e la montagna ghiacciata intorno a noi avessero cessato di esistere. I suoi occhi azzurri si fissarono sui miei con un’intensità tale da farmi sentire come se fossi strappata da un luogo da cui non avrei dovuto tornare.
“Emma”, ripeté, questa volta con voce più bassa.
Le mie labbra erano troppo intorpidite per rispondere.
Improvvisamente si voltò verso l’elicottero in volo e parlò bruscamente alla radio. Riuscii a cogliere frammenti della sua trasmissione: incinta, ipotermia, possibili fratture, evacuazione immediata. La sua voce era ferma e professionale, ma le sue mani raccontavano una storia diversa. ✨ Se desideri leggere la seconda parte e la conclusione completa di questa storia, scrivi “Sì” e clicca su “Mi piace”. Grazie per il tuo supporto! ❤️👇👇