“NO!”
Tutti si voltarono verso di lei.
«Ci hai abbandonati. Ci hai fatto credere che fossi morto! Hai avuto dieci anni per dare spiegazioni, ma sei tornato solo adesso, per soldi», ha detto Grace.
Laura sussultò.
Incrociai le braccia. “Concordo con quello che ha detto Grace.”
“Stavamo annegando”
Daniele allargò le mani. «Non hai idea di come fossero le cose.»
La voce di Aaron uscì roca. “Allora spiega.”
«Stavamo affogando», disse Daniel. «Debiti, recupero crediti, minacce. Pensavo di poter risolvere la situazione se ce ne fossimo andati e ci fossimo stabiliti da qualche altra parte. Il piano è sempre stato quello di tornare da te.»
Mia rise, con amarezza. “Il piano era sempre stato quello di tornare? Quando? Tra altri dieci anni?”
Il volto di Daniel si indurì. Prima che potesse dire altro, presi i documenti per la chiusura del conto dal tavolino nell’ingresso.
“Il conto è chiuso, punto e basta. Ho trasferito i soldi sul conto universitario dei ragazzi. Anche i soldi della cassetta di sicurezza.”
Il panico gli balenò sul volto. “No! Come faremo a sopravvivere? Mamma, sii ragionevole.”
Quella risposta ci ha fornito tutte le informazioni di cui avevamo bisogno.
“La nonna non l’ha mai fatto”
Aaron si avvicinò a me e fissò Daniel.
“Per dieci anni avete pensato solo a voi stessi. Ci avete abbandonati, ma la nonna non l’ha mai fatto. Non era obbligata a prendersi cura di sette bambini. Avrebbe potuto mandarci in affidamento. Invece si è assunta la responsabilità, mentre voi due siete scappati.”
La bocca di Daniele si aprì, poi si richiuse.