Le cause principali
Tra le cause più frequenti dello scompenso cardiaco rientrano la cardiopatia ischemica, spesso conseguente a un infarto, l’ipertensione arteriosa di lunga durata, le valvulopatie, le cardiomiopatie e le aritmie persistenti come la fibrillazione atriale. Il Professor Metra cita anche condizioni meno comuni ma clinicamente rilevanti, tra cui miocarditi, malattie infiltrative come l’amiloidosi cardiaca, la cardiotossicità da chemioterapici e l’abuso cronico di alcol, fattori che spesso coesistono nello stesso paziente.
Le terapie
Il trattamento si basa oggi sulla cosiddetta terapia dei quattro pilastri, che include sacubitril/valsartan, beta-bloccanti, antialdosteronici e SGLT2-inibitori, in grado di ridurre significativamente mortalità e ricoveri. A queste si affiancano nuovi farmaci specifici e, nei casi più gravi, soluzioni interventistiche come defibrillatori impiantabili, resincronizzazione cardiaca o assistenza ventricolare meccanica.