Avevo diciotto anni e ascoltavo una madre affidataria dire a un’altra che ero educata ma vigile, come se i bambini sapessero in qualche modo quando non erano desiderati.
Avevo diciotto anni e indossavo un vestito preso in prestito da una cena per borse di studio, sorridendo mentre gli altri genitori presentavano i loro figli e qualcuno mi chiedeva gentilmente chi fosse venuto con me.
Nessuno, risposi.
Nessuno ancora.
Nessuno, mai.
Quel vecchio dolore tornò così in fretta da lasciarmi senza fiato.
Poi guardai Derek.
Era in piedi appena oltre il camerino, alto ed elegante, una mano in tasca, l’altra attorno a un bicchiere di champagne. Aveva il tipo di viso che viene benissimo in foto e si scusa con facilità. Otto mesi prima, quel fascino disinvolto mi aveva conquistata. Ma in quel momento, mentre le parole di sua madre aleggiavano nella stanza, Derek abbassò lo sguardo sul tappeto come se improvvisamente lo trovasse affascinante.